Nuove possibilità, ancora più mostriciattoli da catturare. Nel 2026 Pokémon Go offre un’esperienza diversa nelle sue componenti ma immutata nella sua essenza. Ho scaricato l’app 10 anni dopo l’estate in cui tutto il mondo ha iniziato a giocarci.
Luglio 2016. Sono di nuovo a casa, in Sicilia, per le vacanze estive. Ad attendermi però non è la solita routine fatta di mare e uscite serali a Catania, perché tutti i miei amici hanno scaricato Pokémon Go. Si tratta di un videogioco gratuito per smartphone basato sulla realtà aumentata che invita giocatrici e giocatori a esplorare il mondo reale per catturare i Pokémon. Il tutto sfruttando la geolocalizzazione del dispositivo. Decido quindi di entrare nel club, un po’ per FOMO, un po’ perché, da millenial, i Pokémon sono i Pokémon. Da qui un’estate del tutto diversa da quella a cui ero abituata, fatta di camminate nei paesi etnei per fare i raid alle palestre, far schiudere uova e, ovviamente, cercare di catturare i 151 mostriciattoli richiesti dal Pokédex. Ho visto il mio paese di origine con occhi diversi. Mi sembrava davvero un luogo magico popolato da creature adorabili con le quali ero cresciuta. Non solo: con Pokémon Go, ho scoperto luoghi suggestivi vicini a dove sono nata e cresciuta, come le salinelle di Paternò e il Ponte dei Saraceni di Adrano.










