Pavia. Oggi, 17 luglio, la Regione ha premiato 7 nuove attività storiche di Pavia e provincia, ma in città sono diverse quelle che hanno già ottenuto il riconoscimento, tra queste l’armeria Beolchini. «Corso Garibaldi è una via ricca di negozi storici, siamo una grande famiglia in un corso». A parlare così è Giorgio Beolchini, il titolare. L’anno scorso avete ricevuto il riconoscimento di negozio storico. «Noi peraltro siamo veramente un negozio storico, perché è la nostra famiglia a gestirlo da ottant’anni. L’ha aperto mio papà Sergio nel giugno 1946. In altri casi invece sono negozi acquisiti nel tempo». Il fondatore è Sergio Beolchini. Poi è subentrato lei, Giorgio ed ora spazio a suo figlio Andrea. «Tre generazioni in armeria. Anzi oserei dire quasi tre e mezzo, visto che ora ho anche un nipotino di cinque anni, che magari proseguirà nell’attività di famiglia». Acquisire il riconoscimento di negozio storico costituisce un valore aggiunto? «Sicuramente è un attestato di serietà anche nei confronti della clientela. Anche perché, lo assicuro, non è un titolo regalato. Per avere la certificazione infatti occorrono molti requisiti, non basta essere aperti da ottant’anni. In più è una facilitazione per accedere a certi bandi regionali». Difficile mantenere aperta per ottant’anni con successo un'armeria? «Molto. Negli anni Settanta a Pavia c’erano quindici armerie, cinque solo in corso Garibaldi. Oggi ne sono sopravvissute tre in tutta la città. Questo anche per il forte calo dei cacciatori. Erano due milioni, ora ne sono rimasti 450.000». E qual è il segreto? «Penso riuscire a far crescere il negozio negli anni e diversificarlo in relazione alle tendenze. Mio padre, ad esempio, vendeva anche articoli da pesca, calcio e sci. Io ho scelto di specializzarmi solo in articoli da caccia e soprattutto caccia agli ungulati. Ora mio figlio va nella direzione della modernità, dalle termocamere all'ottica digitale». E siete molto attivi anche sui social. «Vero. Pensi che su Instagram addirittura 850mila persone hanno visualizzato una mia presentazione di una carabina. E ieri da Mazara del Vallo dei clienti mi hanno mandato due scatole di gamberi, dopo averci conosciuti seguendoci su Instagram. Anche questa è una forma di innovazione, in cui io non credevo particolarmente. E invece mio figlio aveva ragione». E l’intelligenza artificiale? Potrà avere influenza anche nel vostro settore? «Certamente. Già adesso un marchio storico, Benelli, ha realizzato una carabina con l’intelligenza artificiale. Se presa in modo giusto, l’intelligenza artificiale ha risvolti positivi ovunque. Ma deve sempre affiancare l’uomo, non sostituirsi». Come vede il futuro dell’armeria Beolchini? «Con mio figlio e mio nipote, magari. Sempre però restando molto legati alle novità e anche all’assistenza tecnica. Noi curiamo molto anche il post-vendita, la nostra officina interna è un riferimento per tutto il nord-Italia e questo penso sia un ambito da cui non si può prescindere». Lei ha detto in apertura che voi negozianti di corso Garibaldi siete una grande famiglia. «E lo confermo. Siamo tutti in una stessa chat, ci aiutiamo molto. Però ci piacerebbe essere presi più in considerazione dalle istituzioni. La riduzione del Lungoticino, in termini di parcheggio, è stata una mazzata. E ammetto che se dovessi aprire ora probabilmente non sceglierei più corso Garibaldi, ma una zona vicina a un parcheggio».
Premio per sette attività storiche della provincia. L’armeria Beolchini: «Attestato di serietà per i clienti»
L’esercizio, premiato l’anno scorso: «Non è un titolo regalato»










