«La Divisione Aerostrutture di Grottaglie non sarà ceduta». È il senatore di Fratelli d’Italia Dario Iaia a dare l’annuncio dell’apertura che segna una svolta decisiva per lo stabilimento Leonardo di Grottaglie, un sito che per anni ha vissuto in un limbo di forte incertezza e che oggi intravede finalmente una concreta prospettiva di rilancio. La notizia arriva a seguito dei tavoli istituzionali che si sono tenuti a Roma nei giorni scorsi. L’impianto pugliese, storicamente penalizzato da una natura monocommittente legata a doppio filo alle commesse Boeing per la fusoliera del 787 Dreamliner, respira oggi grazie a una duplice notizia: lo stop definitivo alle ipotesi di vendita e l’avvio ufficiale della diversificazione verso la difesa con i velivoli non pilotati (UAV).

Una vittoria politica e territoriale che mette al sicuro il sito dall’ingresso di capitali esteri, in particolare dal temuto fondo sovrano saudita Pif, che aveva sollevato dure proteste tra i lavoratori, intimoriti dallo spettro di uno «spezzatino societario» che avrebbe privato il Mezzogiorno di un presidio strategico a controllo pubblico.

A fare da traino nell’immediato è la ripresa del mercato aeronautico civile, che ha già permesso il ripristino del terzo turno di lavoro (dalle 22 alle 6), il rientro dei dipendenti trasferiti e un piano di assunzioni per 40 nuovi addetti, con le consegne delle sezioni di fusoliera in carbonio destinate a salire da 6 a 10 coppie al mese per traguardare 98 consegne complessive entro l’anno.