Durante un’escursione in Liguria un gruppo di volontari della Lipu ha avvistato una mantispa, un insetto poco conosciuto con adattamenti straordinari. Non è imparentato con le mantidi ma ha gli arti raptatori come una mantide religiosa, inoltre le sue larve sono parassiti obbligatori di grandi ragni. Le foto.
La mantispa fotografata in Liguria. Credit: Gianni Lucchi
Sulle alture della Liguria, in provincia di Genova, un gruppo di volontari della Lipu si è imbattuto in uno degli insetti più affascinanti presenti in Italia: la mantispa (Mantispa styriaca). Esattamente come accade per la mosca scorpione (Panorpa communis), recentemente immortalata dal fotografo naturalista Mauro Santucci a Lariano, in provincia di Roma, non si tratta di un insetto raro, tuttavia non è affatto semplice da vedere e in pochi lo conoscono. In entrambi i casi si tratta di insetti innocui per l'essere umano, inoltre sembrano originati dalla “fusione” di altri animali, come moderne chimere nel Phylum degli artropodi.
La mantispa, come suggerisce anche il nome, è estremamente somigliante a una mantide, presentando diversi elementi in comune: arti anteriori raptatori per la cattura di prede vive (che vengono divorate da affilate mandibole), postura e testa triangolare. Ma la mantispa non ha nulla a che vedere con l'ordine Mantodea cui appartiene la famosa mantide religiosa (Mantis religiosa). Si tratta infatti di un membro dei neurotteri, un gruppo diversificato di insetti del quale fanno parte crisope, formicaleoni e i meravigliosi ascalafi bianchi (Libelloides coccajus), che abbiamo avuto la fortuna di fotografare qualche tempo fa in provincia di Latina. La mantispa è più piccola di una mantide religiosa, arrivando in media a un paio di centimetri di lunghezza e 3,5 cm di apertura alare. Le ali trasparenti, tenute a tetto sul dorso, presentano molteplici nervature, mentre la colorazione del corpo tende al giallo e al marroncino, pur non mancando esemplari verdastri. La grande somiglianza della mantispa alle vere mantidi è legata a un meccanismo biologico noto come convergenza evolutiva, ovvero l'evoluzione indipendente di strutture anatomiche plasmate dall'ambiente e dalla selezione naturale in linee evolutive separate. Squali (pesci), delfini (mammiferi) e ittiosauri estinti (rettili) sono un classico esempio di convergenza evolutiva legata all'ambiente marino, dove è avvantaggiato un corpo affusolato e idrodinamico. Allo stesso modo pipistrelli, pterosauri (estinti) e uccelli hanno evoluto in modo indipendente la capacità di volare. I neurotteri della famiglia Mantispidae hanno evoluto caratteristiche fisiche simili a quelle delle mantidi perché rappresentavano un vantaggio nella loro nicchia ecologica.






