Roma, 17 lug. (askanews) – Una crisi senza precedenti nel comparto dei molluschi bivalvi, una delle filiere più rilevanti della produzione ittica nazionale. E AGCI AgroIttico chiede che le istanze delle marinerie colpite vengano integrate in un quadro di riconoscimento dello stato di calamità naturale, verificando con urgenza la possibilità di attivare misure di sostegno economico e strumenti di tutela per un comparto che rappresenta un pilastro della biodiversità e della sicurezza alimentare nazionale.
Le acque di mari e laghi italiani infatti hanno raggiunto in questi giorni temperature eccezionalmente elevate, causando una sofferenza acuta negli impianti di molluschicoltura già provati da mesi di difficoltà. Il settore arriva a questa ondata di calore dopo aver subito una contrazione della domanda dovuta all’epidemia di epatite A nei mitili del Tirreno meridionale, la presenza di specie invasive – tra le quali il granchio blu nei laghi costieri – e un mercato distorto dall’eccesso di prodotto estero, in particolare greco, rimasto invenduto nei mesi primaverili e ora immesso a prezzi stracciati.
Questa combinazione di fattori, denuncia AGCI AgroIttico, sta generando un collasso del prezzo e un ulteriore rallentamento delle vendite del prodotto locale, con impianti ancora pieni e ora esposti al rischio di una distruzione totale del mollusco per effetto delle alte temperature.







