Lorenzo Vita

Powered by

I raid incrociati tra Iran e Stati Uniti sono continuati anche ieri. Centcom, il comando Usa che si occupa delle operazioni nell’area mediorientale, ha annunciato di aver colpito “centri di comando, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare i marinai innocenti a bordo delle navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz“.

Teheran, dal canto suo, ha scatenato la sua rappresaglia su tutta la regione. I Pasdaran hanno rivendicato lanci di missili e droni contro basi americane in Kuwait, Bahrein e Giordania. Nel sud dell’Iraq, vicino al terminal petrolifero di Bassora, un drone è caduto su una petroliera. Anche se altre fonti dicono si sia trattato di una portacontainer che trasportava automobili di fabbricazione americana partita dagli Emirati Arabi Uniti. E, come ha riportato Al-Jazeera, il generale Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando unificato Khatam al-Anbiya, ha detto che se Donald Trump colpirà le infrastrutture iraniane, allora “tutte le infrastrutture della regione saranno schiacciate sotto i colpi delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran”.