A mezzogiorno, tra l’asfalto che restituisce calore come una piastra e l’aria che sembra ferma anche quando non lo è, l’Italia entra nella fase più estrema di questa nuova fiammata africana. Ma il dato che colpisce davvero non è soltanto la colonnina di mercurio: è il contrasto. Da una parte le aree interne di Sardegna e Sicilia, dove nelle prossime ore si potranno sfiorare rispettivamente 46°C e 45°C; dall’altra il Nordest, dove l’indebolimento dell’alta pressione apre la porta a temporali localmente forti, con raffiche di vento, grandine e criticità improvvise. È il volto ormai familiare, ma non per questo meno inquietante, dell’estate mediterranea: più estrema, più instabile, più difficile da prevedere nei suoi effetti concreti sulla vita quotidiana.

Secondo le indicazioni rilanciate da ANSA sulla base dell’analisi di Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, il picco assoluto del caldo viene raggiunto proprio tra venerdì 17 luglio 2026 e l’avvio del weekend. Le previsioni puntuali parlano di 42°C a Cagliari, 41°C a Foggia, 40°C a Terni, 39°C a Matera e Ascoli Piceno, 38°C a Firenze, 37°C a Roma e 36°C a Milano. Nelle zone interne delle due isole maggiori, dove l’effetto dell’entroterra amplifica ulteriormente il calore, i valori massimi previsti sono ancora più severi. La tregua, se arriverà, non sarà immediata: la tendenza più accreditata indica un calo graduale tra lunedì 20 e martedì 21 luglio, con molte aree che potrebbero riportarsi verso 32-33°C, mentre l’estremo Sud e le isole continuerebbero a fare i conti con un caldo ancora insistente, seppure meno feroce.