<p>Il dato sull'inflazione americana (Cpi) più debole delle attese ha offerto un po' di sollievo ai mercati, riducendo i timori di una nuova stretta della<strong> Federal Reserve </strong>e rafforzando lo scenario di un'economia statunitense ancora in una fase <strong>Goldilocks</strong>, caratterizzata da crescita resiliente e inflazione sotto controllo, notano gli analisti di Barclys in una nota sui mercati di venerdì 17 luglio.

L'indice core Pce di giugno è infatti salito dello 0,19% su base mensile. </p> <h2>Occhio al petrolio</h2> <p>A mantenere alta l'attenzione è però il <strong>petrolio</strong>.

La riaccensione delle t<strong>ensioni tra Stati Uniti e Iran </strong>ha fatto balzare le quotazioni del greggio del <strong>20%</strong> rispetto ai minimi recenti, riportando al centro i rischi inflazionistici.

Secondo Barclays, il problema riguarda soprattutto l'<strong>Europa,</strong> tradizionalmente più sensibile delle economie americane alle variazioni del prezzo del petrolio.

Non a caso i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi e americani hanno ripreso a divergere, mentre il mercato ha iniziato a<strong> scontare una Bce relativamente più restrittiva.</strong> </p> <h2>In difesa col portafoglio barbell</h2> <p>Gli analisti ritengono comunque che un prezzo del greggio compreso <strong>tra 75 e 85 dollari al barile </strong>sia ancora<strong> gestibile</strong>.