Le questioni geopolitiche continuano a dominare la scena, con i listini azionari che hanno ritracciato dai recenti massimi. In particolare, dopo una corsa spesso in tripla cifra, è arrivato un primo importante segnale di correzione dai titoli del comparto dei semiconduttori. A Wall Street la scorsa settimana si è chiusa con un crollo superiore al 4% del Nasdaq, con Nvidia in calo del 6%, Amd in ribasso del 10% e Micron del 13%, con una discesa superiore al 20% in appena due sedute (pur restando su valori più che doppi rispetto a quelli di tre mesi fa). Sempre fra i titoli del comparto microchips male anche la tedesca Infineon (meno 9%), così come Asml, in ribasso di quasi 7 punti percentuali sulla Borsa di Amsterdam nella seduta di venerdì. A Piazza Affari STMicroelectronics – reduce da un rally quasi senza soste da 25 a 70 euro - è scesa a quota 65 euro. Sui mercati, però, cresce anche l’attesa per la nuova tornata di riunioni delle banche centrali. Si parte in settimana, con la Banca centrale canadese il 10 giugno, mentre la Bce è chiamata a decidere sui tassi di interesse il giorno seguente. Cosa dicono gli analisti Gli analisti ritengono probabile un rialzo del costo del denaro di 25 punti base per ridurre i rischi di nuove fiammate dell’inflazione, alla luce del caro petrolio di questi mesi. Difficile, però, che la Banca centrale fornisca indicazioni su come si muoverà nei mesi seguenti, con un approccio che verosimilmente sarà legato all’andamento dei dati macroeconomici (inflazione in primis) e ai temi geopolitici.