Potenza, ex Vivalat, polo dell’artigianato. La proposta del consigliere Galella (FdI) accolta in modo positivo dalla Cna. Dalla Regione disponibilità anche per la Cip Zoo. Fondi Fsc e concessioni di 99 anni

POTENZA – Sette mila metri quadri di spazio (quello che un tempo era il capannone dove il latte veniva trattato e imbottigliato ndr.) da trasformare nel più grande laboratorio regionale dedicato all’artigianato, alla creatività e alle nuove tecnologie. È questa, in sintesi, l’idea lanciata, nei giorni scorsi, dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella, per dare una seconda vita all’ex Vivalat di Potenza. Un progetto di rigenerazione urbana ed economica che non si ferma qui, «ma punta a coinvolgere anche l’area dell’ex Cip Zoo». Idee che hanno incassato il pieno sostegno della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) Basilicata.

La strategia del consigliere di FdI parte da una fotografia dettagliata dello stato attuale dell’ex Centrale del latte (Vivalat). Il complesso «ha il grande vantaggio – ha spiegato Galella – di avere una parte già pronta all’uso. Si tratta della palazzina che un tempo era occupata dagli uffici amministrativi e che si sviluppa su ben 2 mila metri quadri». Palazzina che «non necessita infatti di alcun intervento strutturale, essendo già stata sistemata dalla Regione che vi aveva temporaneamente insediato gli uffici dell’Egrib».