La Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) � stata chiamata a esprimersi su un caso cruciale per il futuro delle piattaforme digitali e che coinvolge direttamente l'Italia: stabilire se un provider mantenga lo status di semplice hosting passivo quando condivide i ricavi pubblicitari con un creator. Si tratta di una questione che vede Google protagonista.
Il caso AGCOM contro Google
Tutto risale al mese di luglio 2022, quando l'AGCOM sanzion� Google Ireland con una multa da 750.000 euro per la presenza su YouTube di video che promuovevano il gioco d'azzardo online. Tali contenuti violavano il Decreto Dignit� del 2018, che vieta qualsiasi forma di pubblicit�, anche indiretta, sul gioco con vincite in denaro.
Google ha impugnato la sanzione davanti al Consiglio di Stato italiano, invocando l'esenzione di responsabilit� prevista dalle norme europee sul commercio elettronico (Articolo 14 della Direttiva e-commerce) per i contenuti caricati da terzi.
AGCOM ha ribattuto sostenendo che l'esenzione non si applicasse al gioco d'azzardo e che il ruolo di Google non fosse neutrale sulla questione. Infatti, i video erano stati pubblicati da un creator legato a Google da un accordo commerciale di revenue-sharing. Prima di siglare l'intesa, Google aveva esaminato attivamente il canale, i video e i relativi metadati.










