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Roberto Pezzali

La sentenza, emessa oggi, riscrive i confini della responsabilità delle piattaforme: se YouTube esamina un canale prima di firmare una partnership commerciale non può poi dire di non sapere cosa c'era dentro. Il caso nasce dai video di gioco d'azzardo del creator "Spike" e da una sanzione da 750mila euro.

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea si è pronunciata oggi, 16 luglio 2026, mettendo fine a un lungo braccio di ferro tra AGCOM e Google. La sentenza, anche se riguarda una multa di "soli" 750.000 euro (per Google non sono certo tanti) è pesantissima da un punto di vista legale: una piattaforma come YouTube non può invocare l'esenzione di responsabilità prevista per gli hosting provider quando, prima di stringere un accordo di partnership commerciale con un creator, ha esaminato il suo canale e i suoi contenuti. Se da quell'esame emergeva chiaramente che il tema del canale era il gioco d'azzardo, Google non può sostenere di essere rimasta un intermediario neutro.

Per capire quello che è successo bisogna tornare al 2018, quando entra in vigore l'articolo 9 del Decreto Dignità, che vieta in modo assoluto qualsiasi pubblicità, diretta o indiretta, di giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo. Quella italiana è una delle normative più restrittive d'Europa e le piattaforme digitali non ne sono esentate.