Scienza e Tecnologia

Venerdì 17 Luglio 2026

Lettura 1 min.

Schiarire le nubi marine sull' oceano Pacifico sud-orientale potrebbe indebolire il fenomeno El Nino quando è ancora nelle sue fasi iniziali , mitigando così le inondazioni, il caldo estremo e i danni che porta con sé. A valutare l'impiego di questa discussa tecnica di geoingegneria è uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances da un team di ricerca guidato dall'Università della California a San Diego.

La geoingegneria (ovvero l 'alterazione del clima attraverso tecniche come lo 'sbiancamento' delle nuvole per renderle più riflettenti ) viene proposta da decenni come una possibile soluzione per rallentare il riscaldamento globale, ma climatologi e agenzie ambientali sottolineano il potenziale rischio che tali metodi possano in realtà peggiorare la situazione i n modi imprevedibili. Anche i ricercatori californiani hanno sempre invitato alla cautela, ma in questo caso hanno voluto verificare se un uso mirato e per brevi periodi di tempo potrebbe prevenire i danni di El Nino che costano alla società migliaia di miliardi di dollari. L'idea è nata analizzando studi precedenti sugli effetti degli aerosol emessi dagli incendi boschiv i che hanno colpito l'Australia nell'estate nera del 2019-2020 . In quella sorta di grande esperimento naturale, il fumo si era mescolato alle nubi sopra i l Pacifico sud-orientale , portando con sé particelle riflettenti che avevano aumentato la luminosità delle nuvole. Questo aveva fatto crescere la quantità di radiazione solare riflessa verso lo spazio, modificando la circolazione atmosferica: si era così ridotta la quantità di calore che alimentava il fenomeno di El Nino negli strati più bassi dell'atmosfera e si era intensificata la fase di La Nina che si era sviluppata nel 2020.