Ad inizio 2025, stimolato dai molti spunti a conferenze ed eventi commerciali e dalla continua narrativa e bombardamento commerciale, ho provato ad ipotizzare con l’Ufficio Comunicazione e la Direzione Strategica della mia azienda l’ipotesi di sperimentare o addirittura attivare strutturalmente un bot risponditore per i nostri cittadini e assistiti. Lo confesso, progetto motivato anche dal poco sano retropensiero “non posso rimanere l’unico a non fare nulla con la Generative AI (GenAI per gli amici)…”. Abbiamo quindi iniziato l’esplorazione.L’obiettivo che ci siamo posti era (o meglio è… ancora) quello di rendere più navigabile la nostra complessa offerta di prestazioni e servizi e superare il caos stratificato negli anni nel sito web.Abbiamo quindi iniziato a ripercorrere gli appunti delle varie aziende che avevano proposto soluzioni simili in passato, proponendo loro una sfida semplice, peraltro lontana dalle criticità specifiche del mondo sanitario/medicale: utilizzare i contenuti del sito web pubblico per un pre-addestramento di una soluzione AI generativa (un bot risponditore) che potesse rispondere in linguaggio naturale a domande sui contenuti, s solo titolo informativo. (per ora scritto… non volevamo introdurre complessità del riconoscimento vocale).Una soluzione che sfruttasse quindi la capacità intrinseca dell’AI di adeguarsi progressivamente al variare continuo dei contenuti pubblici della azienda, senza azioni di riconfigurazione esplicite.Ho presto scoperto che, per quanto da noi raggiunto nell’esplorazione, non ci sono soluzioni attive strutturalmente di questo tipo (che non siano pilot o soluzioni non AI-based che rispondono sulla base di regole e informazioni strutturate preinserite). Abbiamo quindi esplorato le varie soluzioni proposte come pilot, sia italiane che estere. Volendo avere un approccio metodologicamente “equo” abbiamo sempre proposto ai pilot proposti le stesse domande, peraltro non eccessivamente complesse… ottenendo risposte quasi sempre non risolutive se non occasionalmente anche sbagliate.“E’ necessario fare Fine tuning” … “vanno scelti i contenuti da fornire in addestramento” … “problema di potenza di calcolo, quando saremo in produzione risponderà bene” … tante le motivazioni proposte dai fornitori di soluzioni, che spesso si scoprivano applicatori di tecnologie poco padroneggiate e loro stessi vittime di un hype che “la faceva facile”.Indice degli argomenti