(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In un contesto complesso a livello mondiale, le crisi geopolitiche hanno un impatto diretto sulla redditività e l'operatività delle imprese trasformando l'instabilità in una variabile interna. L'inasprimento delle guerre commerciali e i conflitti in corso in Ucraina e Medio Oriente hanno ricadute anche pesanti sui costi dell’energia, da un lato facendo lievitare le spese delle aziende e dall’altro riducendo le esportazioni nei comparti del Made in Italy, mentre le tensioni globali costringono a ripensare le catene di fornitura.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIL’intensificarsi dei rischi sta del resto spingendo il mondo verso una fase di post-globalizzazione, con gli Stati nazionali che stanno riprendendo un ruolo più centrale nel dare forma al commercio e alle alleanze. Inoltre, i governi si concentrano sulle priorità economiche interne, sulle preoccupazioni relative all’immigrazione e sulla difesa. E ancora disaccoppiamento economico e frammentazione tecnologica possono rallentare la produttività e ridurre la crescita, anche in questo caso pesando sulla tenuta delle imprese. Dotarsi di una buona governance può rivelarsi essenziale per le imprese, per affrontare meglio le difficoltà e cogliere le opportunità che dovessero presentarsi.Governance, tutti ne parlano ma di cosa si tratta?Le notizie geopolitiche, quindi, sono ormai entrate nelle riunioni dei Board delle aziende, non solo come argomento di discussione, ma come driver diretto delle decisioni. Energia, cyber risk, tecnologia, materie prime, rotte commerciali e conflitti regionali non possono più essere letti come fenomeni separati, ma fanno parte di un’unica “policrisi”, in cui i rischi si alimentano reciprocamente e si propagano con una velocità sempre più difficile da gestire. Il rischio non può più essere affrontato soltanto in chiave tecnica, ovvero non è più sufficiente reagire ai rischi, ma occorre anticiparli, interpretarli e integrarli nelle decisioni strategiche. È qui che entra in gioco la governance aziendale. Senza spingersi in complicati discorsi accademici, val la pena ricordare che il termine governance indica l'insieme di regole, processi, ruoli e relazioni attraverso cui un'organizzazione, un'impresa o un ente pubblico è diretta, controllata e gestita. Definisce chi detiene il potere decisionale, le responsabilità e le modalità per raggiungere gli obiettivi nel rispetto degli stakeholder. Nel mondo delle imprese, la corporate governance è il sistema che bilancia gli interessi dei vari portatori di interesse (azionisti, dipendenti, clienti, fornitori e comunità locale), con l’obiettivo di garantire trasparenza, prevenire i conflitti di interesse, tutelare gli investitori e garantire la sostenibilità dell'azienda nel lungo periodo.Come può essere di supporto alle imprese?Una buona governance aiuta le imprese a crescere in modo sostenibile, proteggendole dai rischi. Fornisce regole chiare, trasparenza e processi decisionali efficaci, migliorando la fiducia degli investitori, attraendo capitali e facilitando l'espansione anche nei mercati esteri complessi. Secondo uno studio dell’Università Bocconi, nella gestione dei rischi, il ruolo della governance è cruciale nel superare il susseguirsi di shock che promette di protrarsi a lungo. Le analisi dimostrano che, per quanto le imprese tendano a non considerare i rischi nelle scelte di localizzazione, la presenza di una governance strutturata mitiga in modo significativo questa tendenza. In altri termini, una buona governance può tranquillizzare l'imprenditore nel fare investimenti, aumentandone la probabilità di successo a parità di altre condizioni.Governance strategica per affrontare eventi disruptive?In un contesto in cui diventano sempre più frequenti i “cigni neri”, eventi disruptive considerati molto poco probabili, la vera domanda non è più se arriverà un nuovo shock, ma quando arriverà e quanto le aziende saranno pronte ad affrontarlo. Per questo, la governance deve diventare più reattiva, più strategica e più capace di prendere decisioni in condizioni di incertezza. Diventa dunque centrale preparare l’azienda intervenendo sulla strategia, sui processi, sulle competenze, sul capitale e sulla comunicazione. Le funzioni di controllo, audit, compliance e risk management non possono più limitarsi a osservare, ma devono supportare concretamente il management nelle scelte strategiche, portando dentro i consigli di amministrazione scenari, informazioni e strumenti utili per decidere. La resilienza, in questa prospettiva, non è solo capacità di resistere, ma anche capacità di usare la crisi per riorganizzarsi, investire e rafforzarsi.