Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna ha necessità di aumentare il tasso di verde pubblico, i cittadini lo chiedono da tempo e il Comune lo ha promesso. Tutti aspettiamo, per esempio, la fascia boscata nei pressi della tangenziale. Gli alberi sono importanti. Oltre a quelli che devono stare intorno alla città dobbiamo tutelare anche quelli storici sparsi nelle province. La Regione lo sta facendo molto bene, li ha censiti, sarebbe interessante sapere quanti sono.

Francesco Biagi

Risponde Beppe Boni

Vero, dal Comune di Bologna i cittadini si aspettano una maggiore cura e tutela del verde. Le promesse ci sono, tutti siamo alla finestra per verificare che diventino realtà. Sugli alberi storici e meritevoli di tutela la Regione Emilia-Romagna sta facendo un ottimo lavoro attraverso la gestione di una banca dati che viene continuamente aggiornata e che consente controlli e attività di manutenzione dove si rende necessaria. In Emilia-Romagna sono censiti oltre 2.100 alberi di pregio, di cui 134 catalogati come alberi monumentali d’Italia in base alla legge nazionale per il loro eccezionale valore storico, culturale e naturalistico. A Bologna, per esempio, un gioiello è il platano di Piazza Minghetti che fu piantato nell’Ottocento. E’ uno degli alberi storici urbani più amati, con un fusto imponente che domina l’area, ma non tutti sanno che si tratta di un guardiano antico. Gli alberi storici sono un patrimonio collettivo che dobbiamo preservare. Su questa linea l’Ente parchi Emilia orientale ha appena mappato 76 piante di pregio grazie all’impegno di volontari delle Guardie ecologiche (Gev), autori della maggioranza delle segnalazioni, insieme ai Carabinieri forestali, ai collaboratori dell’Ente, al Wwf e a singoli cittadini. Ecco alcuni fusti da podio: uno spettacolare tasso a Monte Acuto di Lizzano in Belvedere, un secolare ulivo vicino all’Abbazia di Monteveglio, un colossale leccio a Ozzano.