HomeBolognaCronaca"Non toccate quegli alberi secolari". Gli ambientalisti contro il ComuneLe associazioni: "A rischio dodici piante tutelate dal ministero, l’amministrazione non mostra le perizie"La Lega anti caccia (Lac) si è mossa per difendere cinque tigli di Villa Pasi, tre pioppi cipressini del Parco delle Mondine e 4 pini marittimi di via ZanardiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAlcuni alberi già abbattuti e altri a rischio abbattimento a Medicina: scoppia la polemica ambientalista. A spiegare la situazione in una nota, alla quale ha aderito anche il comitato Tutela Alberi, la Lac di Bologna: "Il Comune decide di abbattere alberi secolari e nega ai cittadini di leggere le perizie. Nel bel mezzo del cantiere che sta stravolgendo lo storico Parco delle Mondine, il suo laghetto e tutti gli animali selvatici che ci vivono da anni, il 10 giugno scorso il Comune ha deciso anche di abbattere 5 tigli secolari di Villa Pasi, bene tutelato dalla sopraintendenza, 3 pioppi cipressini di pregio nel parco e 4 pini marittimi di pregio in via Zanardi. Abbiamo presentato un accesso atti chiedendo copia delle perizie eseguite sugli alberi, del calendario di intervento chiedendo di conoscere il soggetto incaricato di tutelare l’incolumità e la salute della fauna selvatica nel parco e negli annessi corpi idrici. Il Comune si è rifiutato di rispondere, evidentemente ritiene che i cittadini non debbano essere informati su come viene gestito il patrimonio pubblico". Dall’associazione aggiungono: "Abbiamo chiesto l’intervento del difensore civico che ci ha dato ragione, ordinando al Comune di rispondere alle nostre richieste. Esistono le perizie sugli alberi oggetto di abbattimento? I tigli di Villa Pasi sono parte integrante del valore storico paesaggistico dell’edificio tutelato dal ministero della Cultura come patrimonio culturale. Il Comune deve dimostrare che costituiscono reale rischio di causare gravi danni sia a case che persone". Anche Medicina Attiva si è unita alla protesta, con una segnalazione alla soprintendenza