La tragedia della tredicenne a Sestri Levante poteva essere evitata. Così come quella del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, morto a sette anni lo scorso aprile in una vasca termale di Suio, in provincia di Latina. Due giovani vite spezzate dall’assenza di una legge, spiega il presidente di Assopiscine Ferruccio Alessandria, che rilancia la necessità dell’approvazione del ddl piscine: “Siamo in prima linea. Non si può pensare di essere contrari per non voler spendere soldi per adeguare gli impianti. Se la norma non piace, che si proponga un’alternativa. Tra il 2024 e il 2025, per l’Istituto superiore di Sanità sono morte 37 persone in piscina”.

Per questo Assopiscine ha avviato un progetto per diffondere la cultura della sicurezza insieme al dottor Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele, e al professor Massimo Guarascio, decano del corso di laurea in Ingegneria della Sicurezza della Sapienza di Roma. “A chi sostiene che si tratti di pochi casi, rispondo che se anche una sola di queste morti può essere evitata grazie a una legge, allora approvarla diventa un dovere”, dice Guarascio, che all’università coordina un forum dedicato alla sicurezza nelle piscine.

Presidente Alessandria, perché le norme non sono cogenti?