Anche quest’estate l’Italia ha affrontato una pesante scia di tragedie: decine di persone hanno perso la vita annegando in piscine, tra strutture pubbliche, private o domestiche. La vera emergenza, secondo Assopiscine, sindacato di categoria, sono insufficienti barriere di sicurezza, sorveglianza lacunosa e mancanza di regole nazionali condivise. E per questo chiede che venga approvata una legge da tempo ferma in parlamento. Il sindacato ha anche raccolto una serie di dati.
Oms: in 10 anni 3 milioni di morti per annegamento, 30 ogni ora, soprattutto giovanissimi
Gli annegamenti
Secondo i dati del Ministero della Salute, raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si registrano in media circa 350 decessi all’anno, dei quali circa il 12–12,5% avviene tra i minori di 18 anni. Di questi, circa 41 sono bambini e ragazzi. Più della metà degli annegamenti in piscina riguarda bambini fino a 9–12 anni. I decessi in piscina, pur rappresentando solo una parte del totale, coinvolgono significativamente i più giovani, con un preoccupante predominio maschile (81% tra i minori).
Distrazione e poche regole






