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24 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 8:00
I numeri non sono così sconvolgenti come quelli degli annegamenti in mare, ma se si pensa che gli incidenti accadono in luogo chiuso e relativamente piccolo appaiono comunque allarmanti. I dati raccolti dal sito www.professioneacqua.it relativamente agli annegamenti in piscina, – piscine pubbliche aperte a un pubblico indifferenziato, quelle di tipo collettivo (ad esempio turistiche di hotel e alberghi) e condominiali, infine le piscine domestiche – parlano di un totale di 185 morti dal 2014 al 2025 (fino a settembre), di cui 61 avvenuti nelle prime tipologie di struttura, 57 nelle seconde, 67 per le domestiche.
L’andamento generale negli anni non vede un decremento (ad esempio c’è stato un picco di decessi nel 2019, 30, e un altro nel 2024, 20). I bambini annegati rappresentano, in media, il 39% del totale (46% per le piscine domestiche) per un totale di 68 bambini deceduti in quell’arco temporale. Rossana Prola, vicepresidente di Acquanet e presidente della commissione tecnica dell’Uni (Ente italiano di normazione) per gli impianti sportivi, spiega: “Al di là delle cadute accidentali di bambini che non sanno nuotare, una categoria di incidenti molto frequenti è quella dovuta ad errori nella gestione della sala macchine delle piscine, in particolare la parte riguardante il trattamento chimico, con intossicazioni da cloro gas (ultimo caso, quello avvenuto all’hotel Bulgari di Roma, ndr).








