| 17 Luglio 2026 03:01 |

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(Adnkronos) – Momenti di svago estivo che si trasformano in dramma per gravi incidenti in piscina. L’ultimo caso quello di una ragazza di 11 anni in gravissime condizioni all’ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante. Diverse vicende nella stragrande maggioranza “evitabili”, spiega all’Adnkronos Salute Luca Lucentini, direttore del Centro nazionale per la sicurezza delle acque (Censia) dell’Istituto superiore di sanità.

Parliamo di “apparecchiature inadeguate, fuori norma oppure inadeguatamente gestite. Per esempio vengono rimossi gli strumenti di protezione, vengono eseguite manovre quando gli utenti sono in acqua, come nel caso di incidenti legati alla clorazione. Insomma: sono molte le lacune procedurali o strutturali con carenze anche gravi”. Eppure in Francia “con l’introduzione di semplici obblighi, controlli e sanzioni su dispositivi di sicurezza anche per le piscine private, si è prodotta – come indicano diverse analisi di settore – una marcata riduzione, di circa tre quarti, degli annegamenti in piscina, soprattutto infantili”, aggiunge l’esperto.

In Italia, spiega Lucentini, “la normativa è presente, ma in modo molto frammentario. Non c’è, per esempio, ancora una norma nazionale – in dirittura d’arrivo fortunatamente – ci sono solo norme regionali. Questo non aiuta sul fronte della prevenzione. Nelle strutture, quindi, possiamo avere carenze impiantistiche, per esempio: manca la ringhiera e il bambino può cadere in acqua. Oppure ci sono impianti non a norma oppure non gestiti a norma. O ancora disattenzioni dal punto di vista della vigilanza sui bambini”.