In Cile un gruppo di parlamentari di destra ed estrema destra ha presentato un disegno di legge che vuole obbligare le donne ad ascoltare il battito cardiaco fetale prima di abortire. Nel paese l’aborto è legale solo quando la gravidanza è causata da uno stupro, se mette a rischio la salute della madre e se il feto ha difetti congeniti incompatibili con la vita.

L’iniziativa, chiamata “Escucha tu corazón” (Ascolta il tuo cuore), mira a modificare l’articolo 199 del codice sanitario intervenendo su un quadro normativo già restrittivo. Il testo, composto da un solo articolo, prevede che il medico debba informare la donna se “l’attività cardiaca dell’embrione o del feto è rilevabile” per offrirle “la possibilità di ascoltare il battito cardiaco utilizzando i mezzi tecnici disponibili, insieme a una descrizione oggettiva dello stesso”. La persona che vuole interrompere la gravidanza può scegliere di non ascoltare il battito ma, in questo caso, il medico deve rifiutarsi di praticare l’aborto. Inoltre, si legge nel testo, “le decisioni prese dalla donna saranno documentate nella sua cartella clinica”.

Il disegno di legge è stato presentato da parlamentari del Partido Nacional Libertario e del Partido Republicano, fondato dal presidente José Antonio Kast. “Non c’è niente di meno ideologico del battito cardiaco di un neonato e di una legge che permetta di ascoltarlo prima della sua morte”, hanno affermato gli autori del testo. La proposta ha caratteristiche simili a iniziative già promosse in altri Paesi. In alcuni stati degli Usa, come il Texas e l’Arizona, una normativa prevede di fare ascoltare il battito prima di praticare l’aborto. Succede lo stesso in Ungheria e in Spagna nelle regioni di Castiglia e León, dove governa una coalizione formata da Vox e dal Partido Popular.