Per il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi, il prezzo dell'Opas lanciata da Intesa San Paolo sulla banca non è congruo, è a sconto. Il board si è riunito ieri a Siena e ha esaminato le considerazioni preliminari sull'offerta presentate dagli advisor finanziari, Ubs Europe e BofA Securities. Adesso toccherà a Intesa replicare alle considerazioni, ed è probabile che la banca guidata da Carlo Messina lo faccia già oggi. Poi l'esame del Monte proseguirà. Il consiglio di amministrazione di Siena ha anche deciso di andare avanti, sempre con il supporto degli advisor, negli approfondimenti tecnici della proposta di aggregazione di Bpm. Ma torniamo all'Opas di Intesa. Il consiglio ha preso atto che l'offerta da 30,6 miliardi in parte in azioni (1,6 titoli di Intesa per ogni azione Mps) e in parte in contanti (un euro per azione), offre un premio del 12,5 per cento rispetto al prezzo ufficiale dei titoli Montepaschi del 5 giugno 2026 e un premio dell'11,8 per cento rispetto al prezzo medio ponderato delle azioni Mps nel mese precedente al lancio dell'offerta. Un premio che, secondo il consiglio del Monte, sarebbe inferiore a quello osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e scambio che si sono succedute nel sistema bancario italiano, quantificate dagli advisor della banca nel 30 per cento rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente l'annuncio e a circa il 41 per cento, rispetto al prezzo medio ponderato a un mese. Anche la cessione dei 635 sportelli a Unipol avverrebbe, secondo il Monte, a un prezzo non congruo. Unipol corrisponderebbe a Intesa un prezzo pari a circa 3-3,5 miliardi in cassa, circa il 10 per cento della valorizzazione complessiva di Mps implicita nel corrispettivo dell'Offerta, a fronte di un perimetro con circa 400-460 milioni di utile netto 2025, pari a circa il 18% dell'utile netto di Banca Mps. Sulla base degli utili considerati - afferma il cda di Siena - il corrispettivo pagato da Unipol implicherebbe un multiplo p/e di circa 7,6 volte, inferiore rispetto ai multipli medi di valutazione osservati per le banche italiane.