C’è un pezzo della pianura ferrarese che sta mettendo radici nel cuore dell’Africa. Non è soltanto un investimento agricolo, ma un progetto che punta a esportare un modello di sviluppo costruito sulla terra, sulle infrastrutture e sulla formazione. La prima BFuture Farm di BF Spa, nella regione del Niari, nella Repubblica del Congo, sarà inaugurata il prossimo ottobre, ma i risultati sono già tangibili. E proprio da Jolanda, dove il gruppo ha voluto presentare il primo bilancio dell’iniziativa ieri mattina, emerge la fotografia di un progetto destinato a diventare uno dei simboli del Piano Mattei.

L’intervento interessa un’area di diecimila ettari e ha già consentito il recupero di circa 6 mila ettari di terreni, dei quali oltre mille sono entrati in produzione. Oggi nella farm operano cinquanta moderne macchine agricole e sono già stati realizzati venti chilometri di strade interne e trenta chilometri di rete elettrica, indispensabili per rendere accessibile e produttiva un’area che fino a pochi mesi fa era priva delle principali infrastrutture.

Accanto ai campi stanno prendendo forma il polo agroindustriale, con silos di stoccaggio, impianti per la lavorazione dei cereali e strutture dedicate alla filiera zootecnica, oltre ai sistemi irrigui e alla gestione delle risorse idriche. Parallelamente sono stati avviati il Centro per la Salute, una Casa parto, la riqualificazione di una scuola e programmi di formazione destinati ai giovani, ai tecnici e agli operatori agricoli locali. Oltre 450 persone lavorano già stabilmente nel progetto, mentre l’impatto sociale coinvolge circa tremila abitanti delle comunità circostanti. Il taglio del nastro, è previsto a ottobre.