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Due anni e dieci mesi a Rosario Pompeo Del Giovane, convertiti in lavori di pubblica utilità. Si chiude con un patteggiamento, davanti alla gup Francesca De Palma, il processo penale per la morte di Lucia Manfredi e Diego Duca, i coniugi fabrianesi travolti la mattina del 4 gennaio 2025 all’incrocio tra via Esino e via Aso, a Torrette. Quella mattina Lucia, 40 anni, neurologa dell’ospedale regionale, stava andando a prendere servizio; con lei c’era il marito Diego, autista soccorritore del 118 di Perugia. La loro Panda, ferma allo stop, fu centrata dal suv di Del Giovane che scendeva da via Esino a circa 100 all’ora, il doppio del limite. Nell’impatto andò distrutta anche una cabina del metano: da qui le accuse al conducente, un collaboratore scolastico, di duplice omicidio stradale e interruzione di pubblico servizio. Dall’udienza odierna, però, è emerso anche un altro fatto: a un anno e mezzo dalla tragedia il figlio della coppia, rimasto orfano a undici anni, non ha ancora incassato dalla Reale Mutua Assicurazioni un euro di risarcimento. Invece, ai familiari adulti — le due mamme delle vittime e il fratello di Diego Duca — sono stati finora liquidati acconti per 160mila euro. Al bambino, che vive con la nonna e per il quale è in corso l’iter di adozione da parte del cugino della madre, non è arrivato nulla. I 240mila euro che la compagnia si era impegnata a versare come anticipo non sono stati ancora saldati: il bonifico risulta soltanto disposto, con una comunicazione arrivata il 14 luglio, dopo una trattativa che si trascinava da febbraio. "La somma è stata disposta a distanza di tutto questo tempo, ma non è ancora stata erogata — dice l’avvocato delle parti civili Ruggero Benvenuto —. Ed è una provvisionale: riteniamo che il danno sia di un milione e 600mila euro. Questo bambino da un anno e mezzo non ha entrate economiche, ma ha una famiglia speciale che lo difende, lo cura, lo educa e lo assiste in tutto, dallo sport alla scuola". Il mancato versamento è stato uno dei nodi processuali che ha impegnato il giudice nelle ultime udienze. Sul punto, la difesa dell’uomo non commenta: "È una domanda da rivolgere all’assicurazione", dice l’avvocata Elisa Pavoni. Che sul suo assistito aggiunge: "È una tragedia da tutte le parti. L’omicidio stradale è un reato colposo: segna anche chi lo vive in prima persona". Sul rito la penalista ricostruisce: "Abbiamo formulato richiesta di patteggiamento e il pubblico ministero ha prestato il consenso. La pena è stata convertita in lavori di pubblica utilità presso un ente convenzionato: ora dovremo organizzare il programma". All’imputato sono state riconosciute anche le attenuanti generiche. Stamattina in tribunale la mamma di Lucia ha cercato un confronto pacifico con il legale della compagnia assicurativa, presente in aula: "c’è un ragazzo che dovrà crescere da solo, pensateci", l’amaro sfogo della donna. Per il minore la famiglia ha intanto avviato la causa civile per ottenere l’intero risarcimento, con citazione già notificata. "Se le promesse dell’assicurazione saranno mantenute e i 240mila euro verranno effettivamente incamerati — conclude Benvenuto — la richiesta civile sarà ridotta di quanto già percepito. Andremo avanti per l’integralità della somma". Intanto, la settimana scorsa, è arrivato un riconoscimento alla memoria di Lucia Manfredi: l’ospedale di Torrette, dove la neurologa ha lavorato fino all’ultimo giorno, ha intitolato una sala alla sua memoria.







