Il Comune di Bologna apre le porte agli accompagnatori turistici. Lo fa per chiarire il tema dell’abusivismo in città, definendo nello specifico le differenze tra guida turistica e accompagnatore turistico. Un tema emerso a seguito della nostra inchiesta su queste colonne. Così il consigliere delegato al Turismo Mattia Santori, il responsabile del reparto della Polizia Commerciale, Giuseppe Dinapoli, e due rappresentati di Fondazione Bologna Welcome si sono seduti al tavolo assieme ad Ares e Matteo, due accompagnatori turistici che hanno parlato in rappresentanza degli oltre 40 operanti nell’area metropolitana di Bologna, consegnando una lettera per ribadire il proprio ruolo.

"Come accompagnatori turistici abbiamo spiegato che il nostro ruolo non solo è diverso da quello delle guide turistiche ma è compatibile e sinergico. Operiamo con regolare patentino, ottenuto dopo apposito corso di formazione approvato dalla Regione e dopo il superamento di un esame. Il nostro lavoro è fondamentale. I ’Food Tour’ attraverso un’esperienza enogastronomica accompagnano il visitatore in un’esperienza autentica, in compagnia di un ’local’ che vive la città e ne svela i luoghi migliori dove comprare e mangiare i prodotti di qualità. Il ’tour leader’ si limita a illustrare curiosità e dare indicazioni in modo che il turista sia capace di orientarsi. A questa figura serve un riconoscimento istituzionale, in modo da poter continuare l’attività serenamente. È necessario quindi definire confini chiari, partendo dalla definizione di un contesto condiviso anche dalle istituzioni e dagli operatori e promotori turistici. Il fine ultimo deve essere quello di tutelare l’esperienza di qualità dei clienti e contrastare il vero abusivismo".