La riforma della legge elettorale targata centrodestra prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama (fino a un tetto rispettivamente di 220 e 113 eletti, esclusi quelli della circoscrizione Estero) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi.

Se nessuno arriva a questa percentuale, o alla Camera e al Senato si registrano esiti elettorali diversi, si procede con un proporzionale puro.

Il sistema prevede poi liste bloccate dentro collegi plurinominali, senza preferenze.

Il premio di maggioranza è “diviso” in listini circoscrizionali (con i nomi indicati sulla scheda) ed è previsto che un candidato che figuri in questo listino speciale deve essere presente anche almeno in un collegio plurinominale della circoscrizione in posizione di capolista.

Nei listini plurinominali (come è già nel Rosatellum) e in quelli per il premio è prevista l’alternanza di genere, nella misura di 60 a 40.