Anche Cgil contro il sindaco di Finale Claudio Poletti. A rischio la continuità educativa di bimbi fragili, la qualità del servizio di assistenza educativa scolastica (Pea) e la perdita di diversi posti lavoro di educatrici ed educatori. Il progetto di riorganizzazione del servizio Pea illustrato dal primo cittadino in un’affollatissima assemblea del 14 luglio ha fatto emergere con chiarezza – a detta del sindacato – "un netto dissenso collettivo". "Le famiglie – spiega Davide Coda Zabetta della Fp Cgil - vedono infatti minacciato il diritto a un sostegno dignitoso, poiché la riduzione delle ore non garantisce più la piena attuazione dei Piani Educativi Individualizzati (Pei) per gli alunni con disabilità medio-gravi e gravi che frequentano nidi d’infanzia, scuole d’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado". Il bando di gara emanato dal Comune di Finale per il servizio di assistenza educativa scolastica ha introdotto, infatti, un pesante taglio di risorse di circa il 50%. E questa decisione – lamenta il sindacato -, presa unilateralmente dall’amministrazione senza alcun confronto preventivo con i sindacati, "rappresenta un duro colpo per il diritto allo studio degli studenti con disabilità, oltre a penalizzare pesantemente le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie". Il chiarimento voluto, dunque, dal sindaco si è trasformato in un pesante processo alle intenzioni dell’amministrazione, che consapevole delle ripercussioni sociali ed educative, oltre che occupazionali, pur beneficiando di un cospicuo avanzo di bilancio, non ha saputo correre per tempo ai riparti. I genitori minacciano decisioni forti se il prossimo 10 agosto non riceveranno risposte dal sindaco Poletti. "Già adesso – spiega Coda Zabetta - esiste una criticità dovuta ad una non completa copertura delle ore previste dal Pei, carenza che costringe spesso le scuole a ridurre l’orario scolastico degli alunni e a programmare uscite anticipate, isolando i bambini dal gruppo classe e costringendo i genitori a continue assenze dal lavoro. A peggiorare il quadro infatti – continua il sindacalista - si aggiunge la proposta dell’amministrazione di gestire i tagli accorpando gli interventi educativi in piccoli gruppi, in cui un solo operatore dovrebbe seguire contemporaneamente fino a cinque bambini. Per il sindacato si tratta di un’operazione puramente economica che compromette la sicurezza e trasforma l’inclusione in una semplice attività di vigilanza". Il sindaco ha ipotizzando l’arrivo futuro di risorse non ancora previste dal bando per integrare le ore nel corso dell’anno, ma in generale prevale incertezza.