I volontari di ResQ lanciano una raccolta fondi per acquistare una nuova barca per i salvataggi nel Mediterraneo, dopo che la precedente è stata distrutta dal ciclone Harry a gennaio. Anche a Limbiate, dove vive il vicepresidente di ResQ Corrado Mandreoli insieme ad altri volontari di quello che si definisce “l’equipaggio di terra“, è partita la campagna “Insieme, torniamo in mare“, che ha l’obiettivo di rimettere velocemente a disposizione un nuovo mezzo per l’attività di soccorso. "Siamo pronti a tornare nel Mediterraneo per salvare altre vite, abbiamo individuato un’imbarcazione usata da acquistare e attrezzare adeguatamente", spiega Mandreoli. "Sarà una nave più piccola della precedente, perché le attuali leggi impongono di rientrare subito in porto dopo il primo salvataggio e quindi non servirebbe un’imbarcazione più grande".
Dal 2014 al 2025 il Mediterraneo ha registrato quasi 33mila vittime, confermandosi come la rotta migratoria più letale al mondo. I dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni e delle agenzie umanitarie segnano quest’anno un picco senza precedenti, con quasi 800 vittime in un solo trimestre. A breve partirà la social challenge “Mille barchette, una nave“ che coinvolgerà la comunità di ResQ e il mondo della cultura e dello spettacolo, invitando a postare sui social un video in cui viene realizzata una barchetta di carta. La raccolta fondi sarà affiancata da un’asta solidale sulla piattaforma Charity Stars, che metterà in vendita oggetti appartenuti alla ResQPeople e strumenti di bordo utilizzati durante le missioni di ricerca e soccorso. Non cimeli, ma testimoni: dai salvagenti alla bussola, dalle carte nautiche al termometro di bordo, fino ai manometri della sala macchine. "ResQ è nata dalla convinzione che salvare una vita non sia una scelta politica, ma un dovere umano e un obbligo sancito dal diritto del mare", dice Luciano Scalettari, presidente di ResQ.






