Risoluzione desiderata:

Dopo i nuovi naufragi al largo della Libia, ResQ lancia una raccolta fondi per acquistare una nuova nave e riprendere le missioni di ricerca e soccorso

Un'altra tragedia nel Mediterraneo, l'ennesima al largo della Libia. Sarebbero cinquanta i dispersi dopo il naufragio di una imbarcazione di legno nella notte tra il 13 e il 14 luglio. Il giorno prima un altro bracone partito dalla Libia si è ribaltato in mare. Trasportava 28 persone, quattro i morti. "Sono tragedie annunciate, il risultato di un Mediterraneo in cui persone in fuga vengono lasciate alla deriva per giorni o settimane sostiene il presidente di "Resq- People saving people" Luciano Scalettari che lancia la campagna "Insieme torniamo in mare" con cui l'organizzazione vuole "acquistare una nuova imbarcazione e riportare nel Mediterraneo un presidio civile di ricerca, soccorso e testimonianza".

Cosa era successo alla imbarcazione di Resq

Il ciclone Harry, che ha colpito la Sicilia e il Sud Italia all'inizio del 2026, aveva distrutto la nave di ResQ - People Saving People, costringendo l'organizzazione umanitaria a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, che hanno portato in salvo 496 persone. "Ogni giorno senza una nave della flotta civile è un giorno in cui qualcuno può essere lasciato solo in mare e annegare" è l'appello.