ROMA – I danni gravissimi causati dal ciclone Harry in Sicilia hanno reso inutilizzabile la nave umanitaria ResQPeople. Per riprendere l’attività di ricerca e soccorso, ResQ lancia un'asta solidale e una social challenge sostenuta tra gli altri già da Gad Lerner, Alessandro Bergonzoni, Paolo Fresu, Stefania Rocca, Ferdinando Vicentini Orgnani. Il ciclone del gennaio scorso ha così costretto l'Organizzazione umanitaria a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Ma se la nave con cui dal 2020 ResQ ha soccorso e salvato 496 persone si è fermata, ResQ no.

Per questo nasce "Insieme torniamo in mare". E’ la Campagna con cui l'Organizzazione vuole acquistare una nuova imbarcazione e riportare nel Mediterraneo un presidio civile di ricerca, soccorso e testimonianza. Perché l'obiettivo va ben oltre una nave: significa restituire al mare una presenza capace di salvare vite umane in una delle frontiere più drammatiche del nostro tempo.

Negli ultimi 10 anni nel Mediterraneo ci sono stati 30.000 tra morti e dispersi. Un'ulteriore stima fa arrivare le vittime a 33.000, includendo i dati fino al 2025. Il Mediterraneo centrale, dunque, si conferma già nella prima metà del 2026, la rotta migratoria più letale al mondo: i dati ufficiali dell'IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e delle agenzie umanitarie registrano quest’anno un picco drammatico senza precedenti con quasi 800 vittime in un solo trimestre.