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La soddisfazione dell’artista: "Società che sa di famiglia, dove c’è sempre stata grande unità d’intenti"
"Osteria Grande alé, Osteria Grande alé alé". Dal prossimo anno l’ingresso in campo dei giocatori biancoazzurri, dai baby pulcini ai ‘big’ dell’Eccellenza, sarà salutato da una colonna sonora davvero speciale. A comporla il cantautore castellano Nearco, alias Giovanni Cristiani, che l’ha presentata in una serata speciale alla presenza della nutrita schiera di sponsor della società della frazione e degli amministratori comunali, sindaca Francesca Marchetti in primis, affiancata dal quell’ex giocatore, allenatore e dirigente dell’Osteria Grande, il vicesindaco Giacomo Fantazzini, fresco di nomina nel consiglio della Figc, che alcune settimane siedeva a pochi passi sotto dall trono del presidentissimo Malagò. L’intento della società, racconta Elis Dall’Olio, storico dirigente, era quella di "far qualcosa di nuovo, che riunisse tutta la comunità, e non soltanto quella di Osteria Grande". All’idea di un inno alla squadra, è seguito il nome, inevitabile verrebbe da dire, di Nearco, uno che metà della vita l’ha passata sul palcoscenico, e l’altra, i primi 25 anni abbondanti, su campi di pallone e pure a ottimi livelli, fino alla serie D (a Rovigo e nella sua Castel San Pietro). "Diciamo pure che è il calcio ad avermi aperto la strada per il lavoro che poi ho fatto nella vita. Quando mi chiamò la Nazionale Cantanti la prima volta fu per meriti sportivi, non per i 5-6 provini discografici che avevo fatto", spiega infatti Nearco. Inevitabile, così, che alla ‘chiamata’ da Osteria Grande Nearco non abbia saputo dir di no. "Ho accolto con felicità l’idea. Mi è già capitato di comporre un inno per altre squadre, ma farlo per una squadra della mia città, ha un sapore diverso, ancor più bello", ci tiene a sottolineare l’artista. Nella stesura del testo, racconta il cantautore, "ho cercato di racchiudere tutto il mondo dell’Osteria Grande, una società che sa di famiglia, dove c’è e c’è sempre stata grande unità d’intenti, dove il ruolo dei volontari è imprescindibile". Nelle strofe, così, si trovano "in campo 11 eroi, ma poi ci siamo anche noi", laddove in quel noi c’è proprio il lavoro dietro le quinte di chi gratuitamente offre quotidianamente il suo aiuto, per seminare i campi, tagliare l’erba, ma anche per grigliare il castrato alla Festa della Birra di inizio estate. L’inno, nella versione ‘small’ da un minuto, sarà la colonna sonora dell’ingresso in campo della squadra. Un inno con ritornello che arriva subito dritto all’ugola, "perché un inno deve cercare di essere così, immediato, che lo possano cantare da subito bambini, adulti e anziani". Impresa riuscita, vedendo i filmati del giorno della presentazione. Braccia alzate e a squarciagola "Osteria Grande alé, Osteria Grande alé alé".






