HomePesaroSportPresentata mercoledì la nuova rosa allenata da Davide Del Bianco: "Questa è una famiglia». I due ottantenni di Novilara non si fermano. Zonghetti e Bruscia ancora alla guida del clubPresentata mercoledì la nuova rosa allenata da Davide Del Bianco: "Questa è una famiglia». I due ottantenni di Novilara non si fermano. Zonghetti e Bruscia ancora alla guida del clubEntrambi lavorano nella società da oltre mezzo secolo. Renzo: "Siamo insieme da...neonati,. Mia madre ha allattato Eliseo".Entrambi lavorano nella società da oltre mezzo secolo. Renzo: "Siamo insieme da...neonati,. Mia madre ha allattato Eliseo".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Siamo fratelli di latte". Ci scherza su ma non troppo Renzo Zonghetti, presidente del Novilara calcio che si è presentato l’altra sera nella sede del circolo Acli, quando strizza l’occhio a Eliseo Bruscia il quale in questa società che ha appena festeggiato il mezzo secolo, ha fatto tutto: "Sì, siamo stati fratelli di latte, cioé – spiega Zonghetti – siamo nati insieme nel 1946 a Novilara, solo che sua mamma non aveva latte a sufficienza e così lui è stato allattato dalla mia mamma Lina, visto che le due famiglie erano molto amiche". Era destino che due così facessero poi un pezzo di storia del paese, calcisticamente parlando: "Abbiamo entrambi 80 anni – racconta Renzo – abbiamo fondato il Novilara cinquant’anni fa assieme ad altri che purtroppo non ci sono più e ancora adesso scendiamo in campo". Anche se a modo loro: "Io taglio l’erba nel greppo col frollino, lui invece la taglia ai margini con la macchina. Io il braccio, lui la mente". Gli aneddoti si sprecano. Uno, piuttosto sconosciuto, lo racconta Eliseo: "Nel 1967 io militavo nel Lucrezia, giochiamo lo spareggio con la Uisp Vitadello Villa Fastiggi, al Supplementare del Benelli di Pesaro allora tutto di breccino. L’arbitro concede due rigori contro. Il nostro centrocampista Bacchiocchi si siede sul pallone, posizionato nel dischetto, per protesta e non lo fa battere per sei lunghi minuti. Poi molla e loro passano in vantaggio. Al secondo rigore contro scoppia il finimondo. L’arbitro scappa verso gli spogliatoi, inseguito da tutti i nostri, io lo blocco al cancello e mi becco una squalifica a vita, poi condonata nel 1968 dalla Figc dopo la vittoria dell’Italia all’Europeo". Detto da lui, il dirigente più corretto del mondo, si fa fatica a crederlo. Non da meno il collega Zonghetti: "Derby Candelara-Novilara, sentitissimo. lo ero guardialinee e dovevamo vincere. A un certo punto un calciatore del Candelara scappa sulla fascia approfittando di un nostro sbilanciamento. Allora entro in campo e do un calcio alla palla diventando da guardialinee...difensore. L’arbitro si avvicina a me e confessa: “Non so cosa fare“".