BASSA PADOVANA - Il professore di religione delle scuole medie finito nei guai per avere maltrattato la figlia da almeno 15 anni, ieri davanti ai giudici del Tribunale collegiale di Rovigo, è stato condannato a quattro anni. Inoltre dovrà risarcire la vittima con 90 mila euro ed è stato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni. L’insegnante, un 56enne della Bassa Padovana, aveva tentato di patteggiare la sua pena, ma non ha trovato l’accordo con la Procura.
Si era rifiutato di risarcire i danni. Il docente ha minacciato, offeso e pestato la sua bambina, perchè infastidito dai suoi problemi come l’ossessione dell’igiene personale. Così, invece di aiutarla, l’ha picchiata tanto da costringerla a ricevere le cure dei medici del pronto soccorso. I FATTIQuando la ragazza frequentava la prima superiore, il padre in più occasione l’ha tirata fuori dalla doccia con la forza e l’ha picchiata. In un’altra occasione, durante un’accesa discussione, ha fatto perdere l’equilibrio alla figlia che è caduta picchiando la testa contro un porta abiti. Con il passare del tempo le violenze sono aumentate sempre di più. Nel giugno del 2021 l’ha più volte pestata per costringerla a lavarsi. Un cambio repentino di “tattica”. Prima voleva che non si lavasse e dopo invece la obbligava. Fino all’episodio più grave del 24 luglio sempre del 2021. Quel giorno, alle 5 del mattino, il padre è entrato nella camera da letto della figlia di soli 17 anni molto arrabbiato perchè aveva spento il ventilatore. L’ha strattonata e poi l’ha costretta a spogliarsi e a entrare nella doccia percuotendola con pugni e schiaffi. Ma la giornata da incubo per la ragazza doveva ancora terminare. All’ora di pranzo il professore di religione è tornato alla carica. Infastidito perché la figlia non si era tagliata le unghie, l’ha afferrata per il collo e l’ha colpita con una serie di ceffoni sulla testa. In difesa della sorella per fermare il padre è intervenuto il fratello. La studentessa è stata poi costretta a ricevere le cure dei medici del pronto soccorso, dove ha rimediato una prognosi di 15 giorni. LE INDAGINI Già tra il 2013 e il 2016 la mamma della ragazza si era rivolta ai carabinieri per denunciare il marito. Ma in quella occasione le indagini non riuscirono a decollare. Poi nel 2021 la madre ha presentato una seconda denuncia e questa volta gli uomini dell’Arma sono riusciti a inchiodare il docente di religione. Gli inquirenti hanno sentito i racconti choc della ragazza e sono stati ritenuti credibili. Inoltre la studentessa, difesa dall’avvocata Michela Simonato, ha presentato agli investigatori i referti medici dove è stato messo nero su bianco che la paziente ha subito “lesioni diffuse agli arti da percosse in violenza domestica reiterata”.






