<p>Proteggere dal mare grosso uno dei principali punti di ingresso del gas naturale liquefatto in Italia, così da non interrompere il flusso delle navi metaniere cariche di gnl. È l'obiettivo della nuova diga foranea di Ravenna, infrastruttura da oltre 200 milioni di euro che creerà un anello di sicurezza attorno al rigassificatore offshore di Snam.
Come il quasi gemello di Piombino, ha una capacità di circa 5 miliardi di metri cubi l'anno, ma c'è una differenza sostanziale: quello di Ravenna si trova in mare aperto, in un tratto di Adriatico che non facilita le operazioni.
A realizzare la diga su progetto di Snam e dell'Autorità Portuale è Acciona, gruppo spagnolo quotato alla borsa di Madrid. «Con questa barriera di protezione si potrà operare sette giorni su sette senza interruzioni», spiega a MF-Milano Finanza Luigi Patìmo, country manager di Acciona in Italia, dove è anche presidente della Camera di Commercio di Spagna. «Quando ci sono le mareggiate queste navi hanno difficoltà a scaricare il gas nei tempi previsti».
La nuova diga consentirà invece di ridurre l'impatto delle condizioni meteo sulle attività del terminale, garantendo maggiore regolarità alle operazioni di approdo.
A Ravenna, per dare un ordine di grandezza, solo nel primo trimestre di quest'anno sono stati rigassificati oltre 630 milioni di metri cubi.









