Siamo ormai immersi a pieno regime nel nuovo, estremo clima del XXI secolo. Un quadro dove gli eccessi sono diventati la norma e in cui i numeri parlano da soli: prossime ore con 42°C a Cagliari, 41°C a Foggia, 40°C a Terni, 39°C a Matera e Ascoli Piceno, 38°C a Firenze, 37°C Roma e 36°C Milano. Il tutto condito da vertiginosi picchi di 46°C nelle zone interne della Sardegna e 45°C in quelle della Sicilia.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, tra l’altro ci mette in guardia: questa è solo una media statistica di ciò che stiamo vivendo. Sappiamo bene che, in alcune giornate di picco degli ultimi anni, l'asticella si è alzata ulteriormente, con Milano che ha spesso raggiunto i 38°C, Roma i 40°C e Firenze i 41°C.
Se ci voltiamo a guardare le Estati degli anni Ottanta e Novanta, il confronto è impietoso. A quei tempi, durante le ondate di calore più intense, le massime si assestavano sui 32-34°C; solo al Sud si toccava la soglia dei 37-38°C.
Il cambiamento climatico innescato dalle attività umane ha dunque innalzato la temperatura media del nostro Paese di almeno 4°C. Ma ha fatto anche di peggio: ha moltiplicato il "carburante" a disposizione dell'atmosfera. L'altra faccia della medaglia del grande caldo sono i fenomeni meteorologici estremi. Ecco spuntare nubifragi improvvisi, venti di downburst che spazzano il territorio a oltre 120 km/h e grandinate con chicchi grandi fino a 10 centimetri. L'equazione è ormai chiara e inesorabile: “Tanto caldo equivale a tanti, violenti temporali”.










