Festa della Bastiglia, 14 luglio: la più grande parata militare di sempre, annunciata già dai primi dell’anno. Novantotto aerei a lacerare il cielo. Elicotteri e droni, blindati fanfare e soldati in alta uniforme da tutti gli eserciti europei.
A farsi applaudire dal popolo sovrano e dalle autorità – fra cui il presidente della Repubblica italiana. E 93 cavalli e cavalieri, sola nota dolcemente surreale, più stralunata e beffarda che al circo. I soldati ucraini in fondo, a conclusione del dispiegamento e del ragionamento di Macron-Napoléon. Se non è idolatria questa. «La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra: non ci si siede più ai tavoli per evitare in modo assoluto i conflitti, ma li si tiene ben presenti come scenario possibile o, addirittura, inevitabile. . La guerra agisce come fine a sé stessa». Parole precise, di una verità lampante, quelle del Patriarca latino di Gerusalemme, riportate in un recente articolo de “La Civiltà Cattolica” (2 luglio), ma scritte lo scorso aprile, nella prima Lettera pastorale di Pierbattista Pizzaballa.
Parole esatte e vere, tanto incontestabili quanto illuminanti, a proposito delle litanie e liturgie dei “volenterosi”, che chiamare ragionamenti è difficile, per quanto si facciano condire qua e là da spruzzate di “realismo” geopolitico, o piuttosto di cinismo. Perché tutte, a partire dal discorso di Macron, sono basate su tali imbrogli e mistificazioni da svuotare di senso perfino il valore della solidarietà nei confronti dell’Ucraina. “Uno per tutti, tutti per uno”. Questo valore cui si aggrappano tutti i discorsi sulla “difesa comune europea”, per poterne impunemente, orwellianamente rovesciare il concetto nel suo contrario. Usare la luce di un valore come luccichio di uno specchietto per le allodole, in modo che non si noti l’imbroglio, è una quasi definizione di idolatria. L’Europa «ha preso coscienza della pericolosità del mondo», dice Macroléon. Congratulazioni, se questa militarizzazione delle menti e delle politiche è un modo per renderlo meno pericoloso. «La spesa militare degli europei e del Canada è salita del 70%, in Francia è raddoppiata, 436 miliardi tra il 2024 e il 2030» (Anna Maria Merlo, il manifesto, 15 luglio). Non parliamo poi dei numeri della Germania, che fanno rabbrividire. Congratulazioni davvero.











