«È questione di democrazia saper rispondere delle innumerevoli ingiustizie, disastri ambientali, guerre e morti per fame che questa globalizzazione produce… Anche il diritto a manifestare è questione di democrazia» (Genoa Social Forum, Appello per le manifestazioni di Genova, 2001).
Venticinque anni dopo della democrazia sociale si è persa traccia, il riscaldamento climatico asfissia e devasta indisturbato il pianeta e la guerra è normalizzata, come presente e come futuro. E il diritto di manifestare è neutralizzato: populismo penale e «amministrativizzazione» della sicurezza concorrono a criminalizzazione il dissenso e a svuotare la democrazia anche nella sua veste minima, liberale. La libertà esiste (solo) come libertà del capitale e del potere, senza democrazia (Peter Thiel docet).
Il G8 non esiste più, ma la fusione tra potere politico, economico, tecnologico, domina il mondo: i big del capitalismo estrattivista, finanziario e digitale, occupano direttamente i luoghi della politica o la gestiscono platealmente al fianco dei rappresentanti politici; una gestione patrimoniale-privatistica, che tracima nella privatizzazione del pubblico, come nell’aziendalizzazione dell’istruzione.
La globalizzazione denunciata a Genova 2001 ha mutato le forme, ma non la voracità predatoria che la anima, che, come un mostro proteiforme, assume le vesti della libera concorrenza, del protezionismo, della guerra, rispondendo ad un’unica legge: quella del più forte.







