È stato un anno estremamente prolifico per le serie dark-comedy. The Beef 2, DTF Saint Louis, Margo ha problemi di soldi, hanno tutte riscosso un ottimo successo, sia di pubblico che critica, oltre ad aver ricevuto diverse candidature agli Emmy Awards, rivelate lo scorso 8 luglio.
C’è però un’opera nello specifico che, in modo imprevedibile, ha superato di netto le precedenti: Widow’s Bay ideata dalla showrunner Katie Dippold, diretta dal regista Hiro Murai e prodotta da Apple Tv, che detiene oggi ben diciannove candidature ai prossimi Emmy. La serie, composta da un totale di dieci puntate, si è infatti affermata negli scorsi mesi, dopo l’uscita il 29 aprile, con una valutazione complessiva quasi perfetta.
PROTAGONISTA è Tom Loftis, interpretato da un eccellente Matthew Rhys, già miglior attore protagonista in una serie per The Americans nel 2018 e candidato anche quest’anno per Widow’s Bay. Tom è il nuovo sindaco di una reclusa e inquietante cittadina isolana a quaranta miglia al largo della costa del New England, che dà il nome alla serie, e che a prima vista sembra bloccata negli anni ’80 – insieme a un’aura dichiaratamente hitchcockiana come richiamo de Gli Uccelli (1963). A causa della sua posizione, tutta la tecnologia moderna non funziona sull’isola, incluso il wi-fi e i telefoni cellulari, che non hanno campo. Un dettaglio che basterebbe già di per sé, nell’immaginarsi abbandonati lì su quelle rive grigie e nebbiose, a far accapponare la pelle.







