Le luci su Piazza del Plebiscito - uno spazio enorme da 25mila metri quadrati - si accenderanno, come sanno i lettori de Il mattino, nel primo semestre del 2027, intanto però da ieri sono iniziati i lavori di restauro e pulizia del Colonnato della Basilica di San Francesco di Paola e delle botteghe storiche. Il luogo simbolo e più iconico della città - finalmente - è oggetto di un restyling sostanziale dal valore di circa 7,5 milioni. Con sullo sfondo «l’apertura dell’Ipogeo della piazza - racconta il sindaco Gaetano Manfredi - i lavori sono quasi finiti ora si tratta solo del passaggio burocratico del bene dal Demanio al Comune». Se ne è parlato in Prefettura dove il piano dei tre interventi - colonnato, botteghe e illuminazione - è stato presentato. Al tavolo, oltre al sindaco, il coordinatore dei lavori il Prefetto Michele Di Bari, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro in rappresentanza del Fec (Fondo edifici di culto) e la Soprintendente Rosalia D’Apice.
I fondi sono stati erogati dal Fec, dall’Agenzia del Demanio e dal Comune. Ma una piazza illuminata, rigenerata e fruibile può essere anche sul modello di altri iconici siti come piazza San Marco a Venezia dove ci sono anche i tavolini? Il via libera dovrebbe arrivare dalla Sovrintendenza, e la D’Apice non si sottrae alla domanda: «Lo scopo ultimo di ogni azione di tutela - spiega la Sovrintendente - è la fruizione. Noi dobbiamo curare e conservare il bene affinché si utilizzi la piazza nella maniera più compatibile. In che modo? Sicuramente compatibile, auspichiamo un progetto per far rivivere le botteghe storiche e magari riportare l’artigianato. La piazza deve rivivere questo l’obiettivo perché diventa transito». Cauta la D’Apice dal Comune trapela lo stesso atteggiamento: «Dipende molto dalla Sovrintendenza» certo è che l’argomento non amministrativamente all’ordine e del giorno ma se ne parla e sono rose fioriranno. Su questo tema Filippo Cannata l’autore della nuova illuminazione insieme all’architetto Pica Ciamarra vedono così la “nuova” piazza. «La poetica sopra ogni cosa non va mai persa di vista abbiamo. La piazza è un palcoscenico che ci invidia tutto il pianeta dobbiamo avere la cura di creare una atmosfera colta che i napoletani possono accettare. Abbiamo dato un rigore ma anche l’evento i re che parlano. Tavolini? Il progetto da prevalenza al vuoto. Un piazza che ha una chiave sociale: frequentarla e socializzare. Vedremo nel tempo se modificare qualcosa». A cosa allude Cannata quando parla dei re che parlano? Tutto ha a che fare con la nuova illuminazione: «I re incastrati sulla facciata di Palazzo Reale si accendono in sequenza e saranno protagonisti di un evento. Uno alla volta, a cominciare dal re Ferdinando, narreranno aneddoti e storie di Palazzo Reale e della piazza, ogni sera per dieci minuti». Suggestivo e informativo il gioco delle luci associato alla voce dei re che narrano le loro gesta, il progetto è di straordinario impatto, con luci non colorate, calde e che si espandono anche in orizzontale per illuminare tutta la piazza anche il centro del Plebiscito che è buio pesto. Luce che significa sicurezza come sottolinea la sottosegretaria Ferro: «Piazza del Plebiscito è un luogo simbolico non solo per la città di Napoli ma anche per tutta l’Italia - dice la sottosegretaria - e queste opere saranno realizzate grazie al gioco di squadra che è stato messo in campo dalla Prefettura. Cura della bellezza ma anche interventi finalizzati a incrementare la sicurezza». Un progetto che non riguarda solo il Plebiscito. Ma anche largo Carolina e piazza Trieste e Trento con un focus per valorizzare la Fontana del carciofo. Luce che illuminerà parte dei porticati del San Carlo e dall’altro lato pezzi di via Cesario Console. L’illuminotecnica accenderà il Porticato della Basilica di san Francesco di Paola, i due edifici ai lati cioè Palazzo Salerno e quello della Prefettura e Palazzo Reale. Con proiettori alla base dei pali dell’attuale illuminazione potentissimi. E centinaia di led, tecnologia meno cara, più prestazionale e sostenibile. «La luce torna a raccontare Napoli – raccontano le voci narranti nel video di presentazione - con un progetto che restituisce dignità, bellezza e identità ad uno dei suoi spazi più simbolici, Piazza del Plebiscito. Una strategia che consente di dare un ruolo alla piazza e fare in modo che sia lo spazio stesso a creare i presupposti per la sicurezza».







