Finalmente si accende Piazza del Plebiscito: i lavori per le nuove luci inizieranno a fine estate ed entro la prima metà del 2027 saranno ultimati. Il progetto è quello di una firma internazionale dell’illuiminotecnica, Filippo Cannata, campano originario di Benevento. Decenni di discussioni e scontri ideologici su se e come illuminare il luogo più iconico di Napoli hanno frenato lo sviluppo della Piazza, ma ora tutto si concretizza. Una campagna storica de Il Mattino quella di dare vita a quel luogo.
Il progetto è promosso dall’Agenzia del Demanio in sinergia con il Comune, il Ministero della Cultura, il Fondo Edifici di Culto e la Città Metropolitana. Un video dell’artista e dell’Agenzia del Demanio racconta e fa vedere come la luce verrà irrorata, e con la luce le nuove funzioni - a iniziare dalla sicurezza - che avranno quegli spazi che raccontano la storia della città fin dalla sua fondazione. Perché non sarà solo il Plebiscito ad essere illuminato, ma anche largo Carolina e piazza Trieste e Trento con un focus per valorizzare la Fontana del carciofo. Luce che illuminerà parte dei porticati del San Carlo e dall’altro lato pezzi di via Cesario Console. Riepilogando, l’illuminotecnica accenderà il Porticato della Basilica di san Francesco di Paola, i due edifici ai lati cioè Palazzo Salerno e quello della Prefettura e Palazzo Reale.«La luce torna a raccontare Napoli – raccontano le voci narranti nel video - con un progetto che restituisce dignità, bellezza e identità ad uno dei suoi spazi più simbolici, Piazza del Plebiscito. È tempo di intervenire sul tessuto sociale attraverso una strategia che consente di dare un ruolo alla piazza e fare in modo che sia lo spazio stesso a creare i presupposti per la sicurezza, la comunicazione e diventi un attrattore di flusso generando vitalità». Una nuova vita del Plebiscito che così viene descritta: «L’intervento intende restituire alla piazza una nuova immagine notturna che sia composta, rigorosa e solenne, capace di esprimere l’importanza storica e simbolica di questo spazio urbano tra i più rappresentativi d’Italia. Quindi la luce diventa leva di marketing urbano incrementando la funzione serale. La luce che protegge, accoglie e racconta, capace di trasformare Piazza del Plebiscito nel vero salotto luminoso di Napoli, esempio di integrazione tra storia e futuro, poesia e tecnologia, funzione e identità». Generazioni di sindaci e di architetti hanno lottato e perso la battaglia per dare un senso a una piazza che alcuni volevano fosse «il luogo dove passeggiare e pensare». Ora il Plebiscito sta per diventare uno dei salotti più belli del mondo. E la storia di Napoli la racconteranno le statue dei re incastrati sulla facciata di Palazzo Reale: «I re si accendono in sequenza e saranno protagonisti di un evento. Uno alla volta, a cominciare dal re Ferdinando, narreranno aneddoti e storie di Palazzo Reale e della piazza, ogni sera per dieci minuti». I sovrani, nella sostanza, torneranno a parlare. Un’attrazione per i turisti e un ripasso per i napoletani. «Una luce si fermerà sul volto mentre gli altri re saranno spenti. Per tutta la durata del racconto, un intervento che intende essere proattivo, formativo e informativo. L’asse centrale si illumina e genera la luce che si allarga a tutta la facciata»."Il settimo anno inizia oggi": a sei anni dalla morte di Mario Paciolla, Napoli torna a chiedere giustiziaI pali su quali si regge l’attuale illuminazione non saranno tolti, saranno cambiati solo i corpi illuminanti. E verranno installate altre di luci anche da Palazzo Reale. «Il progetto di illuminazione di Piazza del Plebiscito si fonda su un insieme coerente di obiettivi strategici che coniugano valori estetici, funzionali, tecnologici e ambientali» si spiega nel video. E ancora: «Palazzo Reale rivive di luce propria attraverso la retroilluminazione delle sue finestre, una luce calda che vuole restituire dignità alle sue proporzioni. Ogni finestra, ogni arco, ogni cornice diventa parte di una partitura luminosa». Luce che arriverà illuminare e farà salire al proscenio anche il centro della piazza simbolo storicamente il più buio: «L’illuminazione di Piazza del Plebiscito è data soprattutto dalla presenza delle sue quinte illuminate. Verranno mantenuti gli attuali pali, sui quali sono stati previsti corpi illuminanti con ottiche molto sofisticate in grado di illuminare bene la piazza». Insomma, la nuova illuminazione alzerà il sipario sul Plebiscito così, anche di notte, potrà essere ammirato e soprattutto vissuto.






