L’Asl di Salerno si mobilita e mette in campo la cura a chilometro zero con le “Botteghe della Comunità”. Che vuol dire la sede più prossima alla propria abitazione. Per un trattamento che diventa “comodo” e più umano per chi già vive il dramma di un tumore. In genere la trafila è questa: ore e ore per raggiungere la località assegnata dall’Asl, poi tutti in fila ad aspettare il proprio turno, a seguire la parte burocratica e, infine, l’attesa e la preparazione del farmaco da mettere in flebo e infondere in vena.

Da soli o in compagnia di un familiare, è il calvario cui periodicamente devono sottoporsi i pazienti onco-ematologici (e non solo loro) in chemioterapia. Non accade ovunque, ma quasi dappertutto: l’iter che conduce al trattamento risulta contorto, faticoso e il più delle volte, irrazionale. E invece ecco la novità annunciata dalla Asl di Salerno. con l’innovativo protocollo che potrebbe fare da apripista per tutte le aziende sanitarie in tema di assistenza per i pazienti oncologici.

Da oggi le cure arriveranno, nell’ambito della stessa provincia salernitana, il più vicino possibile a casa propria, grazie al modello unico, come detto, di “Botteghe della Comunità” e alla telemedicina. Saranno azzerati i lunghi e accidentati viaggi in auto per coloro che abitano le aree interne di un territorio dove si alternano comuni montani e paesi distanti anche 60 e più chilometri dalla città. Ieri, i farmaci infusionali antitumorali, sono usciti per la prima volta dall’ospedale per essere somministrati in totale sicurezza direttamente nei comuni di residenza, trasformando radicalmente la qualità di vita di migliaia di persone.