Carbonia. 28 maggio 2026 alle 00:09In piazza San Ponziano decolla il nuovo corso della medicina di prossimità
La Casa di comunità della Asl Sulcis apre le sue porte nella sede Asl di piazza San Ponziano: l’intento è farla diventare il centro nevralgico dell’assistenza di prossimità e dell’integrazione sociosanitaria, potenziando la presa in carico di pazienti cronici, non solo oncologici, e favorendo una maggiore sinergia tra medici di base, specialisti e ospedale.
La partenza
Il manager della Asl Sulcis Iglesiente Paolo Cannas, durante un incontro al quale hanno preso parte anche il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il presidente della conferenza socio sanitaria (e sindaco di Sant’Anna Arresi) Paolo Dessì e il direttore del Distretto sanitario Lorenzo Espa, ha voluto sottolineare l’importanza di questo nuovo assetto organizzativo che, insieme al presidio del Santa Barbara di Iglesias, costituirà il primo nucleo operativo della rete sanitaria territoriale. Una rete che potrà contare anche sui presìdi di Giba, Fluminimaggiore, Carloforte, Sant’Antioco e Domusnovas: «Questa rete permetterà al paziente, con il prezioso supporto del medico di medicina generale, di essere assistito dai vari specialisti, anche con la telemedicina, per le più diverse patologie – ha spiegato Cannas – in questo modo si alleggerirà enormemente, e questo è uno degli obiettivi, il carico di lavoro del Pronto soccorso al quale spesso ci si rivolge anche per problemi che possono essere risolti con il semplice ricorso allo specialista». Va precisato che all’ex Inam non ci si dovrà recare come in un Pronto soccorso minore, questo deve essere molto chiaro: «La struttura resta organizzata con lo sportello e con tutte le funzioni che già sono in essere – ha precisato Lorenzo Espa – ma saranno potenziate e organizzate in maniera che la sanità possa arrivare con maggiore celerità ed efficienza fino a casa del paziente». Dunque spazio a specialistica ambulatoriale, medicina generale, servizi infermieristici e percorsi integrati dedicati ai pazienti fragili e cronici. Via anche all’utilizzo delle nuove tecnologie per telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio, per far sì che medici e specialisti possano condividere valutazioni cliniche in tempo reale. Grande attenzione sarà data alle patologie oncologiche e ai pazienti cronici, con monitoraggio continuo per chi è affetto da scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva e diabete. I sindaci Morittu e Dessì hanno sottolineato l’importanza di questa nuova partenza che vedrà i Comuni interagire, per quanto di loro competenza, per fare in modo che la Casa di comunità sia davvero l’inizio di un cambiamento in un territorio che conta specialisti di alto livello ma che troppo spesso ha sofferto di un organizzazione non adeguata.















