La notizia arriva da Gerusalemme, ma riguarda direttamente Roma. Alcuni media israeliani hanno rilanciato nelle ultime ore l'ipotesi che l'Italia sia pronta a mettere a disposizione proprie truppe per vigilare sulla tregua tra Israele e Hezbollah, in un momento in cui il futuro della missione Unifil nel sud del Libano appare tutt'altro che scontato. Roma, quindi, avrebbe manifestato la disponibilità a partecipare a un dispositivo multinazionale che dovrebbe sostituire o affiancare l'attuale missione delle Nazioni Unite, con il compito di monitorare il cessate il fuoco, sostenere l'esercito libanese e contribuire alla stabilizzazione dell'area lungo la Blue Line.Una notizia non così nuova che era circolata già da diverse settimane negli ambienti diplomatici mediorientali vicini ai colloqui tra Israele e Libano. Dopotutto, l’Italia è già il paese occidentale che contribuisce maggiormente in termini di uomini alla missione Unifil, in scadenza. Anche Parigi, oltre a Roma, si è detta disponibile in passato ad inviare un contingente per monitorare il cessate il fuoco. Sia L’Italia che la Francia hanno una antica tradizione di amicizia con il Libano, ma i rapporti tra Parigi e Gerusalemme si sono raffreddati molto dopo dichiarazioni e posizioni dei primi nei confronti di Gaza e dei palestinesi letti da Gerusalemme come critiche e accuse.
La rivelazione dei media israeliani: “Truppe italiane nel sud del Libano”
I soldati sostituirebbero o affiancherebbero la missione Unifil: l’obiettivo è la stabilizzazione dell’area lungo la Blue Line







