ROMA La tragedia è stata sfiorata di un soffio. L’incidente diplomatico no. Israele apre il fuoco contro i militari italiani di Unifil in Libano. Ieri soldati israeliani hanno fermato un convoglio italiano partito dalla base di Shama, nel Sud del Libano, e diretto all’aeroporto di Beirut. Sparando colpi di avvertimento che hanno colpito uno dei mezzi della colonna costringendola a fare marcia indietro.
Un incidente, ha spiegato l’ambasciatore israeliano a Roma Peled convocato alla Farnesina in serata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Ma intanto è di nuovo alta tensione con il governo di Benjamin Netanyahu. Durissima Giorgia Meloni. La premier definisce «del tutto inaccettabile» l’aggressione al personale italiano «che agisce sotto la bandiera dell'Onu», «azioni irresponsabili» che «sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite». Segue la «ferma condanna» per i colpi di avvertimento sparati dai militari israeliani.
Né usa i guanti il ministro della Difesa Guido Crosetto: «È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano» tuona a caldo il titolare delle forze armate.













