Beirut in fiamme, 100 obiettivi centrati in dieci minuti, 112 morti e 837 feriti a salire. Sono il costo di una precisazione. Sta nell’ultima riga di un comunicato, quel «il Libano è escluso» (dalla tregua) con cui Benjamin Netanyahu prende le distanze dalla svolta diplomatica di Donald Trump e si tiene le mani libere per completare il lavoro contro Hezbollah.
La Babele europea non si smentisce neppure nelle ore decisive del conflitto con l’Iran. La tregua è stata trovata grazie a ben altri canali, a cominciare dal Pakistan, ma nel giorno degli annunci da Bruxelles parte la solita corsa a far finta di contare qualcosa.
Orazio Sciortino, pianista concertista e compositore contemporaneo, ci guida nel mondo della musica «colta» di oggi. Un'apparente Babele del linguaggio nella quale tutti gli ingredienti del passato sono a disposizione degli artisti.
Le prime navi son tornate ieri mattina a transitare nello Stretto di Hormuz. Il via libera, però, è durato poche ore. Teheran ha chiarito: «È necessario ricevere il permesso dalla Marina dei pasdaran. Qualsiasi nave che tenti il passaggio senza autorizzazione sarà distrutta». Più che una riapertura, insomma, una gestione controllata. Ed è proprio qui che si gioca la partita negoziale tra Washington e la Repubblica islamica.















