"In un quadro geopolitico mondiale sempre più instabile, il digitale è ormai diventato una questione politica e strategica nazionale, esattamente al pari della Difesa: non può esserci alcuna vera sovranità per un Paese senza un controllo diretto e indipendente su asset e sistema digitale". Sono le parole di Michele Zunino, amministratore delegato di Netalia, provider cloud genovese che ha stilato un ambizioso piano quinquennale di sviluppo grazie al quale punta a diventare un’azienda di sistema per l’intero Paese. Gli obiettivi principali? Un fatturato annuo da 50 milioni di euro, la quotazione in borsa e un incremento dell’organico che arrivi a decuplicare l’attuale forza lavoro.

In preparazione di questo percorso, Netalia è diventata una società per azioni, elevando il capitale sociale a 1 milione di euro e deliberando nel contempo un secondo aumento di capitale, aperto a terzi, da portare a compimento entro la fine dell’estate 2026. In questo modo si potrà sostenere un piano di investimenti fortemente radicato nel territorio, incentrato sullo sviluppo del capitale umano e sulla sinergia industriale. Il progetto di Netalia non prevede infatti la costruzione di nuovi data center, ma il riutilizzo delle strutture esistenti. Parallelamente, l’azienda sta pianificando una serie di alleanze con i principali system integrator e altri operatori della filiera digitale italiana (come software house o telco).