ROMA – Tre anni dopo la firma del Memorandum d’intesa tra Unione europea e Tunisia, l’accordo non solo non ha garantito il rispetto dei diritti delle persone migranti e rifugiate ma ha anche alimentato e normalizzato le violazioni dei diritti umani e compromesso la credibilità dell’Unione europea nel chiedere conto del peggioramento della situazione dei diritti umani nello stato nordafricano. Per questo, 46 organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto alla Commissione europea e agli stati membri dell’Unione Europea di sospendere immediatamente il sostegno alla Tunisia – in particolare alle sue forze di sicurezza – in materia di controllo delle frontiere e di gestione dei flussi migratori.
Aggirati i poteri di controllo del Parlamento europeo. L’accordo è stato firmato il 16 luglio 2023 dalla Commissione Europea, nonostante le obiezioni del Parlamento europeo, i cui poteri di controllo sono stati aggirati, e le preoccupazioni del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa circa l’assenza di salvaguardie fondamentali. Da allora i vertici dell’Unione europea hanno definito il Memorandum come un “modello” per ulteriori accordi con gli stati della regione. Piuttosto, si è trattato di un “modello di complicità” che ha prodotto violente intercettazioni in mare ed espulsioni sommarie e collettive senza la possibilità di chiedere protezione internazionale.






