Un passo russo verso il canale di Suez con la mossa concreta di individuare un operatore industriale in grado di operare nella zona economica speciale di Suez destinata appositamente per Mosca (Riz) dall’accordo quadro firmato nel 2025 con le autorità egiziane. Il Ministero dell’Industria e del Commercio russo ha infatti informato il governo egiziano che è stato selezionato uno sviluppatore industriale per la SCZone, segnando un passo fondamentale verso l’avvio del progetto. Dal canto suo ministro egiziano degli Affari Esteri, della Cooperazione Internazionale e degli Egiziani all’Estero, Badr Abdelatty, ha fatto sapere che adesso possono essere messi a terra i primi investimenti russi nell’area. Stanziati circa 7 miliardi di dollari, previsti 35.000 posti lavoro nel settore automotive, farmaceutico e soprattutto petrolchimico. Il ministro Anton Alikhanov ha ribadito l’impegno della Russia a portare avanti il progetto e a rafforzare la cooperazione bilaterale nel commercio e negli investimenti confermando le tempistiche: l’hub dovrebbe essere realizzato entro il 2030 e manterrà un arco di concessione di 49 anni.
La posizione
Per capire l’importanza strategica dell’operazione bisogna prendere la mappa di Suez e vedere dove si trovano i terreni in concessione. L’accordo prevede infatti due aree specifiche. La prima, da circa 1 milione di metri quadri, è a East Port Said, esattamente all’imbocco mediterraneo del canale. La seconda, più piccola da 500mila metri quadri, è a Ain Sokhna, sul mar Rosso. Un hub logistico oltre che turistico a 120 chilometri dal Cairo e a soli 50 chilometri dalla città di Suez, l’altro imbocco del canale. I funzionari russi, in occasione dell’accordo quadro, hanno descritto l’hub come una porta d’accesso ai mercati africani e mediorientali, mentre le autorità egiziane ne sottolineano l’impatto su occupazione, trasferimento tecnologico e investimenti. La strategia del Cairo va oltre Mosca: la Cina ha convogliato fondi della Belt and Road in siti della SCZone, mentre investitori di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno ampliato la loro presenza nei porti e nella logistica. L’Egitto, che ha completato importanti ammodernamenti infrastrutturali e ora si concentra sull’attrazione di investimenti esteri, considera evidentemente la Russia un partner politico ed economico chiave. Il sito offre vantaggi logistici strategici, essendo situato all’incrocio tra l’autostrada Suez-Hurghada e una rete ferroviaria. Secondo quanto riportato, tutte le infrastrutture, comprese strade, utenze e comunicazioni, sono già complete. Kamal El-Dessouky, membro del consiglio della Federazione delle Industrie Egiziane, ha dichiarato ad Al Arabiya che il rilancio del progetto rappresenta una mossa altamente strategica nel contesto delle attuali sfide geopolitiche globali, dell’inflazione e delle pressioni economiche.








