(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’accordo vincolante tra Intesa Sanpaolo e Unipol legato all’Opas di quest’ultima su Banca Mps solleva, per i termini annunciati, vari rilievi del cda di Mps che oggi ha espresso la prima valutazione, negativa su tutta la linea, sull’offerta. «Unipol corrisponderebbe a Intesa un prezzo pari a circa 3-3,5 miliardi in cassa (per 635 filiali, ndr), circa il 10% della valorizzazione complessiva di BMps implicita nel corrispettivo dell’Offerta, a fronte di un perimetro con circa 400-460 milioni di utile netto 2025, pari a circa il 18% dell’utile netto di Banca Mps. Sulla base degli utili considerati - afferma il cda di Siena - il corrispettivo pagato da Unipol implicherebbe un multiplo p/e di circa 7,6 volte, inferiore rispetto ai multipli medi di valutazione osservati per le banche italiane, circostanza che solleva interrogativi in merito all’allocazione del valore nell’ambito dell’Offerta e del premio riconosciuto
agli azionisti della banca senese». Di conseguenza una valorizzazione del compendio a multipli più elevati avrebbe potuto generare proventi incrementali e supportare un corrispettivo e/o un premio complessivo più elevato per gli azionisti di BMps nell’ambito dell’Offerta.













